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FanFiction #6
Star Wars (Darth Guirk’s Saga) Episode I: Revenges
Xizor, 9 luglio 2004
Scheda del personaggio:
1_Nome del Personaggio: Paul Guirk, il nome da Sith è Darth Guirk.
2_Aspetto Fisico
Altezza: 1 e 80 metri
Capelli: solitamente porta un cappuccio che copre l'intero capo, talvolta scopre la testa e si rivela glabro, conseguenza dovuta alla caduta in un pozzo di lava su Ord Mantrell, durante uno scontro con il Maestro Jedi Assak Til' Shqed.
Occhi: il colore degli occhi è castano, spesso il suo sguardo raggela anche il più coraggioso degli esseri viventi.
Segni Particolari: possiede uno squarcio su tutto il petto, dovuto al combattimento su Ord Mantrell col Maestro Jedi Til Shqed.
3_Carattere: Solitario, crudele e insensibile. Molte leggende narrano della sua crudeltà. Si dice che abbia venduto la sua anima a Fredom Nadd, in cambio di tre cartucce per il suo Fulminatore Kyd-14. Detesta la compassione e la pietà; ciononostante, ha un grande rispetto per la Forza, e soprattutto, per i Signori Oscuri dei Sith.
4_Provenienza: Paul Korroskt Guirk nacque su Byss dieci anni anni prima dello scoppio delle Guerre dei Cloni. il padre, Baddock Guirk, la madre, Valer Iksinor, ed il fratello Tockab'Ah, erano cavalieri Jedi, ed erano impegnati a combattere le forze Separatiste in tutta la Galassia. Sfortunatamente, i genitori morirono su Muunilist. Il senatore di Byss, Prestor Nadd, si prese cura di Paul, da quando ebbe dieci anni. Si occupò del suo ingresso nell’alta società di Coruscant e soprattutto della sua formazione politica. All'età di dodici lo portò al rimanente Consiglio Jedi per essere osservato, ma a causa della sua età non potè essere addestrato. La stessa notte Paul scappò da Coruscant, e finì in un Hangar buio e tetro, nelle periferie industriali. Un uomo alto, sui sessant'anni, lo accolse: era Darth Tyranus. Tyranus addestrò Guirk alla Forza, gli insegnò lo Stile VII, e lo trasformò in un feroce Sith di nome Darth Guirk. A Paul venne data la possibilità di scegliere quale via della Forza seguire, e la sua scelta fu il Lato Oscuro. Tyranus si occupò personalmente di Nadd, rivelandogli, tramite spie corrotte, che Paul era morto. Distrutto dal dolore, Prestor Nadd si ritirò su Byss. Dopo qualche anno, Tyranus morì per mano del Jedi Anakin Skywalker, e Guirk si promise che avrebbe ucciso l'assassino del suo maestro. Lo seguì su tutti i pianeti della Galassia. Dopo un violento scontro frontale con le astronavi, da cui Anakin Skywalker ne uscì mutilato, Darth Guirk si rifugiò su Yavin 4, dove gli spiriti Sith lo trasformarono in un vero e proprio Sith. Si alleò con molte associazioni corrotte, e strinse amicizie pericolose ma utili, con gente come Boba Fett, Dengar, Garindan, Quaffug De Hutt, Garm Bel Ibis e Doorg Koon, un Kel Dor figlio di Plo Koon. Tre anni più tardi, incontrò su Ord Mantrell suo fratello Tockab'Ah, diventato un Jedi, e aveva cambiato nome, ora era Assak Til' Shqed. Egli rivelò di aver abbandonato i genitori a morte certa, per paura di morire. Paul non ci vide più. I due combatterono fino allo stremo, poi, Paul, accecato dall'odio, scagliò, con la Forza il fratello dentro ad un Pozzo Vulcanico di Lava. Prima di cadere, Assk afferrò per la caviglia Darth Guirk, e caddero insieme nel vulcano, ma Guirk se la cavò con qualche ustione: il fratello invece morì. Dopo essersi medicato, Darth Guirk ebbe un combattimento contro Darth Vader su Ansion, che volse a favore di Lord Vader . Darth Guirk è tutt'ora vivo e vegeto ed addestra apprendisti Sith su Byss. Se ci si aggira nelle depressioni buie e steppose del pianeta, si può udire il ronzio della spada laser, sempre accompagnato da grida cariche di odio.
5_ Oggetti:
Una spada laser a lama viola, molto tagliente e potente.
Un Datapad.
Dieci Holocron Sith.
Una incrociatore Sith di nome "Pride of The Sith".
Un Macrobinocolo
Un droide astromeccanico R4 di nome R4-P17.
Un droide ASP, addestrato nell’uso della spada laser, di nome Lord Bane.
Star Wars (Darth Guirk’s Saga) Episode I: Revenges
Nelle lontane e remote depressioni di Byss, sabbiose ed umide, un'oscura figura si muoveva silenziosamente. Il vento soffiava forte, ed il mantello dell’uomo oscillava continuamente. Portava il volto coperto da un cappuccio nero. Quella notte era spaventosa, tutto era avvolto nelle tenebre, e strane ombre venivano disegnate sulle pietre lisce e fredde.
Più avanti, un Byss Royal Starship Classe A-3 stava atterrando soprea una pista attracco, che faceva parte di un intero palazzo di almeno 50 metri. Il palazzo e l'attracco erano illuminati, come dei puntini brillanti in mezzo a quel mare d'oscurità. La figura riconobbe il palazzo, era il Palazzo Senatoriale di Byss –c’era già stato molte volte-. La tempesta di sabbia si fece molto più forte, e non gli rimase che ripararsi dietro alcune rocce, osservando gli sviluppi di ciò che stava accadendo in quella pista d’attracco attraverso il suo Macrobinocolo Notturno, che estrasse dalla cintura.
Quattro Guardie Abyssine Reali uscirono dalla nave, ed un lungo tappeto rosso si distese fino all'entrata del Palazzo. Dall’entrata uscirono dieci guardie senatoriali, di varie razze: stava arrivando qualcuno di molto importante.
In quel momento, dal Byss Royal Starship fece capolino un uomo, alto, con i capelli brizzolati, visibilmente stanco, camminò lungo il tappeto di velluto.
Alcune persone lo accolsero all’interno del palazzo, mentre altre stavano uscendo, e venivano scortate, quasi con la forza, fuori dal palazzo da guardie senatoriali, verso le loro astronavi; sembravano avere l’aria stizzita.
La figura allora cominciò a muoversi attorno alla pista d'attracco, e con un salto, riuscì ad atterrare sopra alla nave. Sganciò con molta cura il suo fulminatore Kyd-14 dalla cintura, e cominciò ad uccidere le guardie, una ad una, che spaesate, non riuscivano a capire da dove provenissero gli spari. La figura ammassò i corpi in un angolo, poi diede loro fuoco. Entrò nel palazzo. I corridoi erano illuminati da una luce bianca; alcune guardie cercarono di fermarlo, ma fu un tentativo vano.
Senti poi alcuni mugolii, sussurri "Mah, non ne sono sicuro..." dicevano delle voci lontane…
"Uk ho'nchi do quaat. Niid doos so'ader!" sbraitava invece un'altro: la lingua che parlava era Abyssino antico.
Si tolse il cappuccio, e si rivelò: era Darth Guirk, un Signore Oscuro dei Sith. Impugnò la spada laser e corse verso la Sala Centrale del Palazzo, irruppe all'interno, con lo sgomento di tutti i presenti. La Sala era immensa, e al contrario del Palazzo, era oscura e molto tetra.
Nella Sala eran riuniti alcuni Senatori della Nuova Repubblica: Doth Torrak, Senatore Twi'Lek di Ryloth; Jan Ors, Senatrice umana di Corellia; Neebo, senatore Rodiano di Rodian; Dooltak'Tuh, senatore Iridoniano di Iridonia; Syndatr’Ys’An senatore Nikto di Tatooine e Prestor Nadd, Senatore di Byss. Molti altri dignitari erano al fianco dei vari senatori, ed alcuni droidi stavano registrando il vertice. I senatori erano tutti seduti attorno ad un tavolo al centro del quale c’era un ologramma che proiettava alcuni pianeti.
Il senatore di Byss si alzò, e fremente, disse "P-p-paul? Sei tu, Paul? Paul Guirk??"
"Si, sono io, Prestor." rispose Darth Guirk.
"C-c-c-cosa ci fai q-qui??" disse Prestor Nadd.
"Affari, Prestor, affari…" rispose pacato Darth Guirk, mentre si guardava intorno; non sembrava minimamente turbato.
"Alora, perchè sei qui? Sei penetrato nel Palazzo Senatoriale di Byss, esigo una risposta!" continuò più forte Nadd. I suoi occhi urlavano la paura celata in lui.
"Per ricambiare il favore che mi feci molti anni fa!"
“Di cosa stai parlando? Cosa c’è?” Nadd ora tremava.
“Di quello che tu feci a me e alla mia famiglia! Io fui l’ultimo a sapere della morte dei miei genitori, e tu non facesti nulla per onorare la loro memoria, nonostante avessero servito la Repubblica! Ma a te non importava nulla! Mentre i loro corpi senza vita rimanevano su Muunilist, privati dell’onore che meritavano, tu, incurante, procedesti con la tua Leadership! E poi, inutilmente, mi portasti al cospetto del Consiglio Jedi..”
“Non sai neanche di cosa stai parlando, ragazzo!” disse Torrak.
“To chouu ir’saad’tohed dilyad!” lo apostrofò Neebo.
“Guardie!” urlò Jan Ors. Con la Forza, Guirk bloccò la porta.
“Tu lo facesti solo per aiutarmi, vero, Nadd? Fortunatamente, un Sith Lord di nome Darth Tyranus mi accolse come suo apprendista, mi addestrò nelle vie Oscure della Forza e mi mostrò la vera natura della Forza: il Lato Oscuro! Grazie al Lato Oscuro ho pareggiato molti conti, e sono diventato potentissimo: ora sono un Signore Oscuro dei Sith!!”
Le guardie cercavano di penetrare nella stanza a colpi di blaster.
“Ed ora, Prestor, tu se l’unico ponte in sospeso con il passato!” Darth Guirk accese la spada laser e si preparò allo scontro. Le guardie riuscirono ad entrare nella Sala: erano più di cento.
Tutti i Senatori tirarono fuori i blaster. Migliaia e migliaia di colpi cominciarono a rimbalzare in quella Sala; Paul uccise Torrak e Neebo, che stavano fuggendo, li bloccò, lanciandogli addosso la spada laser, che li tranciò. Jan Ors, con il suo comlink, avvertì le guardie Senatoriali del palazzo, che presto si riversarono nella Sala.
Darth Guirk schivò e rimandò tutti i colpi indirizzati a lui. I fulmini di Forza uccisero le guardie, mentre alcuni ventri di Senatori venivano tranciati dalla spada laser di Darth Guirk. Morirono tutti, tranne Jan Ors che scappò grazie alla confusione.
Prestor Nadd era ancora cosciente quando Guirk gli si avvicinò e si chinò verso di lui.
“Presto saremo pari" sussurrò Guirk all’orecchio dell’anziano senatore
Prese e affondò la spada laser nel petto del Senatore. Nadd urlò in modo atroce e disperatamente.
“Ora.”
Uscì dalla Sala, e velocemente, tornò negli anfratti delle depressioni di Byss. Ora la sua vita era finalmente compiuta. Cominciò a piovere. Un raro evento su Byss. E presto altri crudeli, sanguinari e cruenti eventi avrebbero costellato la vita della Nuova Repubblica.
Darth Guirk attese l’alba per fare ritorno alla sua astronave. S’incamminò qualche ora dopo l’irruzione nel Palazzo Senatoriale.
Quando fu dentro all’astronave, Guirk depositò i suoi Holocron e il datapad. Programmò il pilota automatico verso Ord Mantrell, per rifugiarsi fino a quando le acque non si fossero calmate. Ord Mantrell era un pianeta tetro e desolato, l’ideale per potersi nascondere. Darth Guirk utilizzava sempre la solita tecnica: toccata e fuga. E nessuno era mai riuscito a smascherarlo. Nemmeno i servizi segreti Imperiali.
Diversi giorni dopo arrivò a Ord Mantrell, e rimase nella sua astronave. Sapeva che qualche superstite sarebbe stato capace di fornire il suo identikit, ma la cosa più importante in quel momento era eliminare Jan Ors, l’unica sopravvissuta. Secondo Holonet, Jan si sarebbe recata su Ord Mantrell col marito, Cavaliere Jedi, Kyle Katarn, per una missione diplomatica. L’unica cosa da fare era attendere. Guardò attraverso le piccole vetrate della sua astronave il paesaggio: paludi, acquitrini e qualche ciuffo d’erba qua e là. Pioveva. La strana aurora di Ord Mantrell avvolgeva quel desolato paesaggio. Darth Guirk decise allora di allenarsi nell’utilizzo della spada laser.
Mentre si stava allenando con il Remoto, una vecchia spia sul suo Quadro Comandi si illuminò. Stava tracciando gli spostamenti di un individuo. Ma com’era possibile? Quella spia era riferita a Tockab’Ah, suo fratello, che era morto su Ord Mantrell, cinque anni prima. Un’avaria? Suo fratello era vivo?
La sera Paul, uscì dalla nave; i primi insediamenti umani erano lontanissimi. Era uscito non per respirare l’aria ricca di zolfo di Ord Mantrell, ma a causa di strane bestie che s’aggiravano nei pressi della sua astronave. Caricò il fulminatore Kyd ed rese operante il suo vigile droide astromeccanico R4-P17, ordinandogli di attivare i cannoni blaster nel caso ci fosse stato un attacco massiccio.
“Hmm..sembrano lontane….ricordano le Bestie di Onderon…”disse fissando col Macrobinocolo un gruppo di bestie tenebrose con gli occhi iniettati di sangue. Quelle, accortesi di essere osservate, si scagliarono nella direzione di Darth Guirk.
Guirk colpì col fulminatore tutte le bestie, mentre con l’altra mano adoperava la spada laser. Le bestie furono abbattute facilmente, i loro cadaveri sparsi per tutti gli acquitrini e paludi vicino a lui. Ad un certo punto, una presenza, un’entità si fece percepire; Guirk non l’avvertiva da tempo. Un’ombra fece capolino dall’orizzonte, illuminato da un pallido tramonto tetro. La figura si tolse il mantello, e teneva in pugno una spada laser dalla lama smeraldo. Ad un gesto di quella tenebrosa figura, le bestie si rialzarono, e, con sguardo truce, scomparvero.
Guirk si avvicinò alla figura. Erano a pochi metri di distanza.
“Incredibile, Paul, non riconosci tuo fratello?” disse la figura, con voce roca e stanca.
Quella volto corrosa ed ustionata non richiamava alla mente di Darth Guirk nessun ricordo, ma i gradi da Capitano della Vecchia Repubblica lo illuminarono.“Tockab’Ah, immagino. Come sei sopravvissuto?” disse calmo Darth Guirk
“Sottovaluti il potere della Forza!” rispose Tockab.
“Mentre la lava ti ricopre e ti corrode la pelle, la Forza non aiuta.”
“Con la Forza puoi fare di tutto. Persino liberarti dalla morsa della Lava. Uscito da quel pozzo, ero un rifiuto, debole, stanco ed inutile…”
“Come sei sempre stato!”
“Ma poi l’Alleanza Ribelle mi portò su una delle loro migliori Fregate Mediche, mi curarono e mi ristabilì. Entrai a far parte della Ribellione, e presto diventai un generale in prima linea dell’Alleanza, li portai a grandi vittorie...ed ora sono Consigliere Generale dell’Accademia Jedi di Luke Skywalker. Ci avrei scommesso che dietro all’omicidio dei Senatori ci fossi tu. E sapevo che prima o poi saresti tornato. Ora quel momento è giunto. E tu sei ancora più debole di quanto pensassi…Avanti, abbattimi!”
“Brutto bastardo vigliacco!” e detto questo, Paul accese la spada laser e tranciò netto il braccio al fratello. Tockab urlò di dolore, e con la Forza attirò a sé la spada laser, cercando di ripararsi dai furibondi fendenti del fratello. Paul spinse Tockab lontano, con la Forza, e gli lanciò addosso la spada laser, che per poco non affondò nel petto di Tockab. Tutto il paesaggio cinereo che ora era un campo di combattimento per i due fratelli, era cosparso di sangue, che usciva copioso da ciò che rimaneva del braccio di Tockab’Ah. Tockab si alzò, come se si fosse svegliato bruscamente, prese coscienza rapidamente di ciò che stava succedendo, e cominciò ad attaccare, pieno d’odio, il fratello, che lo aveva quasi ucciso. Paul sembrava quasi sconfitto, quando, con uno sforzo immane, scagliò dei fulmini di Forza contro suo fratello, che, imprigionato nei lampi, era paralizzato. Approfittando del momento di provvisoria quiete, Paul prese respiro, si diresse verso la Pride of The Sith e chiamò il suo droide astromeccanico.
“R4, attiva i cannoni!”, gli ordinò Paul. I cannoni cominciarono a lanciare potenti colpi. “Vai, presto, attiva i motori, e preparati per il salto nell’Iperspazio!”. Tockab’Ah si era rialzato, insanguinato e dolorante, ma era deciso a non far scappare vivo dal pianeta il fratello; stava imprigionando Darth Guirk con i fulmini di Forza. “Tu – non – scapperai – mai – da – questo – pianeta – vivo!!” urlò, scandendo le parole; la sua espressione era infuriata. Paul riuscì a proteggersi accendendo prontamente la spada laser, assorbendo con la lama i fulmini. Tockab’Ah era esterrefatto.
“Hai finito.” Disse Guirk, e assorbì gli ultimi fulmini con la spada laser. Tockab allora prese la spada laser con l’altra mano e cercò di colpire aggressivamente il fratello. Darth Guirk lo lanciò, grazie alla Forza, in una palude. Tockab perse i sensi. Darth Guirk ne approfittò, e con un incredibile salto si aggrappò alla nave, prese il controllo dei comandi e fuggì dal pianeta.
Dopo essersi ripreso dallo shock ed aver placato la sua ira infuocata e bruciante, prese in mano i comandi della nave, e rivolto al droide astromeccanico, disse“R4, invia una richiesta d’assoldamento di un Cacciatore di Taglie a Pasqualis III.”disse Darth Guirk. “Voglio Boba Fett.”. Su Pasqualis III risiedeva la Casa di Benelex, una delle più grandi associazioni per rintracciare i migliori cacciatori di taglie della Galassia. Da qualche tempo Jodo Kast non era più disponibile, ma una sua vecchia conoscenza era tornato in affari: Boba Fett.
Dopo qualche minuto, alcune interferenze disturbarono il Quadro dati della nave.
“Che diavolo succede, Guirk?” comparve via Holonet un immagine nitida del cacciatore di taglie Boba Fett.
“Ho bisogno di un piccolo favore. Tockab’Ah è vivo e mutilato su Ord Mantrell. Imprigionalo nella grafite e ti pagherò un milione di crediti..” disse Darth Guirk
“….Ord Mantrell….e dove la recapito la lastra di grafite?”
“Sarò io a contattarti e a dirti dove.”
“Ti avverto, io mi sbarazzo sempre molto facilmente di ciò che è superfluo, e se non la ritiri entro qualche giorno, la butto nei pozzi di Klatooine.”
L’immagine scomparve e Guirk riprese gli allenamenti con la Forza. R4, mentre modificava l’Iperguida della nave, emise un gemito strano, e subito dopo un cortocircuito lo colpì.
“Che ti succede, R4?” disse Guirk, preoccupato per il droide. “Hmm..sei proprio messo male…ti riparerò io…tanto per il momento non c’è nulla di meglio da fare” e lanciò con la Forza la spada laser ed il remoto su di un ripiano in cui erano riposti alcuni Holocron.
Mentre puliva dai residui R4, uno misterioso file venne rigettato dalla memoria principale. Darth Guirk lo inserì all’interno del lettore Holonet, e vide uno strano ricordo. Due Jedi, uno alto, slanciato ed aggressivo, l’altro calmo, placato ma vigile. I due erano intenti in uno scontro con le spade laser contro una strana figura incappucciata, dall’aria tenebrosa e tetra. La figura faceva massiccio uso della Forza e dei poteri del Lato Oscuro. All’improvviso il filmato si fermò. Darth Guirk vide che dal lettore Holonet uscì il file in frantumi…ma che cos’era?
Qualche ora dopo, la Pride of the Sith atterrò nel Mare delle Dune di Tatooine. Darth Guirk aveva sentito storie molto strane riguardo ad un predone Tusken che diventò uno dei primi padawan di Luke Skywalker, e che ora era diventato un potente Jedi rimasto con la sua gente per proteggerla. E voleva trovarlo.
I due soli erano già in alto nel cielo. Alcune strane astronavi entravano ed uscivano dall’atmosfera, sfrecciando nel cielo. Il caldo di Tatooine era pazzesco. Le vesti nere di Darth Guirk non rendevano facile la sopportazione, ma aveva sopportato di peggio. Sicuramente, quella calura non era neanche comparabile a quella del pozzo vulcanico su Ord Mantrell.
Più lontano, alcuni Bantha stavano percorrendo quelle dune sabbiose, ed alcuni Jawa montavano la guardia nei pressi dei loro villaggi. Darth Guirk ebbe come la sensazione di essere osservato dai Predoni Tusken, e che di lì a poco sarebbero sbucati dai loro anfratti tra le rocce e le pietre.
Verso sera, quando montò un accampamento fuori dalla nave, e con la spada laser ebbe acceso un fuoco, la temperatura scese notevolmente.
Da lontano Darth Guirk vide un folto gruppo di predoni Tusken combattere contro un poderoso Drago Krayt. I suoi ruggiti erano potenti, mentre il suo corpo era incredibilmente robusto. I Tusken non avevano speranze. Sembrava una scena patetica, ma Guirk valutò anche la possibilità che il drago Krayt si inferocisse contro di lui, ed in quel caso, nemmeno i cannoni blaster ed gli scudi deflettori della Pride Of the Sith sarebbero bastati.
D’un tratto, in mezzo a quell’ammasso si distinse una spada laser dalla lama dorata; un Tusken, uguale agli altri, stava domando il Drago Krayt grazie alla Forza: Darth Guirk lo percepì. Decise dunque di correre in aiuto del Tusken. Sganciò lo speeder dalla Pride, ci montò sopra ed in breve tempo raggiunse il Tusken, ormai alle strette. Con un gesto rapido, Darth Guirk prese la spada laser, e si gettò addosso al Drago Krayt. Inabissò la spada laser nell’immensa capo del Drago, che dopo aver emesso uno straziante ruggito, si accasciò senza vita. “Con questo avrete da mangiare per anni..”disse, agganciando la spada laser alla cintura.
I Tusken lanciarono grida euforiche, cercando di ringraziare Darth Guirk, ed il ragazzo Tusken, che parlava un po’ di Basic, disse “Gr-raa-zzi” disse, mostrando a Darth Guirk la spada laser.
“Okkoosho tu uaaergh?” disse il ragazzo, nel linguaggio della tribù. Darth Guirk attivò a distanza Lord Bane, che presto lo raggiunse. Lord Bane era stato modificato per svolgere alcune funzioni dei droidi protcollari. Tradusse ciò che aveva detto il ragazzo.
“Signore, le ha chiesto come si chiama.” Disse Lord Bane.
“Digli che mi chiamo Darth Guirk.” Rispose Guirk.
Lord Bane riferì al ragazzo, che cominciò a parlare fitto fitto.
“Signore, ha visto la sua spada laser.”
Darth Guirk percepìn qualcosa, si fermò, poi disse“Bane, digli di smetterla di fingere. So che conosce il Basic.”
“Certo che lo conosco!” disse il ragazzo. Si tolse la maschera: aveva capelli corvini raccolti in una classica crocchia Jedi. Aveva molte cicatrici, ma il suo viso era solare, anche se negli occhi bruciavano dubbio e curiosità.
“Mi chiamo Rog. Rog Dannoll. Io sono un Maestro Jedi, istruito da Luke Skywalker. Attendevo un adepto della Forza da chissà quanto, ma volevo verificare la tua fedeltà nella Forza.”disse Rog.
“Questi giochetti mi fanno solo innervosire.”rispose stizzito Guirk. Stava ancora studiando il volto di Rog.
“Vieni con noi, c’è cibo in abbondanza!”disse Rog. Guirk fece cenno a Rog, e seguì quella tribù di Tusken. Il loro accampamento, formato da tende, focolari e qualche Massif che correva nei pressi dell’accampamento. Alcuni predoni facevano la guardia a quelle che Guirk pensò fossero gli alloggi dei capi tribù.
Tutti i Tusken si riunirono attorno ad un focolare molto grande, con uno scoppiettante fuoco al centro. Qualche minuto dopo arrivarono altri membri della tribù con alcuni pezzi di Drago caricati sulle spalle. Rog doveva aver raccontato la loro conversazione ai membri della tribù, infatti molti dei presenti additavano Darth Guirk e parlavano velocemente.
La carne di Drago Krayt era immangiabile, così Darth Guirk si accontentò di qualche fungo Tatoo. Dopo che tutti ebbero finito, Rog, su cui era posata l’attenzione dei presenti, si rivolse a Darth Guirk.
“Mi puoi prendere come tuo allievo?”disse, con voce tremante ma chiara.
“Uh? Ma non sei già stato addestrato da Skywalker?”rispose noncurante Guirk
“Beh..ecco…in un certo senso, si..mi addestrò nella Forza…ma da un giorno all’altro, scomparve…se ne andò…alcuni della tribù Dotak dissero che andò a liberare un suo amico dalle grinfie di Jabba De Hutt…eppure…quando combatto tramite la Forza…qualcosa di inespresso ma di incredibilmente potente cresce in me…non so come fare…”
“Quindi Skywalker non ha completato il tuo addestramento?” chiese Paul, improvvisamente interessato alla notizia: si era recato lì per uccidere il potente cavaliere Jedi che fu apprendista di Skywalker, e invece si era trovato davanti un ragazzino, il cui addestramento non era completo e in cui si celava una grande ira, oltre ad una grande potenza donatagli dalla Forza.”
“No, ma mi promise che un giorno l’avrebbe fatto…ma è passato molto tempo….e lui non ha mantenuto la sua promessa” disse Rog, tetro, faticando a controllare l’ira che da tanto tempo, troppo tempo, gli corrodeva l’anima.
“Rabbia…odio…paura…questi sono i sentimenti che vuoi celare in te stesso.…sono queste sensazioni che provi…hai paura di non riuscire a difendere la tua tribù…odi tutte le minacce che possono intaccare la tua fede Jedi…ma soprattutto, non riesci a controllare la tua rabbia…”seguì una lunga pausa di riflessione, poi Darth Guirk sospirò, guardò Rog e disse “Da adesso tu sei mio apprendista…accetto. Preparati, domattina, appena il primo sole sarà sorto, partiremo alla volta di Klatooine.”Rog era felicissimo; lo riferì alla sua gente, che cominciarono ad urlare e ad emettere grida. I festeggiamenti si protrassero a lungo, ma Darth Guirk non li resse un minuto di più, e se ne andò con Lord Bane, alla volta della Pride.
La mattina, Rog bussò al portellone della Pride of The Sith, svegliando Guirk.
“Allora, partiamo?”chiese impaziente il ragazzo.
Paul guardò incuriosito quel ragazzino, così speranzoso e determinato.
“Hmm….si, andiamo..”disse vago, e si diresse verso il quadro comandi. “Cerca di abituarti…qui passerai molto del tuo tempo…”
Rog si guardò in giro, ammirando gli strani oggetti presenti in quell’astronave. “Whoa…fantastico…allora, Maestro, cosa devo fare?”chise Rog, e con un gesto fulmineo accese la spada laser, color oro e la fece volteggiare elegantemente in aria.
“Non credere che rimanga impressionato…”
“Luke diceva sempre che la Forza viene manifestata anche tramite l’uso della spada laser…”rispose quasi offeso Rog.
“Luke sa molto poco della Forza. Io ora sono il tuo maestro. Ed ora reggiti, stiamo per partire alla volta di Klatooine.” La nave si scrollò da terra, alcune scosse la fecero tremare. Rog era del tutto spaesato.
Qualche ora dopo, Rog era inginocchiato per terra, cercando di far fluttuare un Holocron. La nave manteneva la rotta prestabilita. Nonostante la calma, e la concentrazione di Rog, l’Holocron non si muoveva. Paul intuì la situazione, e sussurrò calmo a Rog “Fa esplodere la tua ira repressa! Scagliala contro l’Holocron!”. Rog aprì rapidamente gli occhi, e con uno sguardo iniettato di sangue, distrusse l’Holocron.
“Bravo, ora puoi-cosa sta succedendo?!” esclamò Guirk. Un rumore metallico accompagnò una forte scossa, che fece cadere a terra Rog. Urla e grida sopra di loro. Erano stati attraccati.
“Maledizione! Siamo stati attraccati! Rog, alzati e preparati ad usare la spada laser-presto avremo visite-.” Darth Guirk scrutò il quadro comandi. “A quanto pare sono Imperiali….”
Il portellone della nave venne distrutto, poi un manipolo di piloti imperiali entrò nella nave, cercando i passeggeri; alcuni artificieri bloccarono la porta, permettendo così la respirazione nella nave. Il gruppo perlustrò la nave, poi uno di loro, che sembrava il capo, inserì nel sistema un codice imperiale, grazie al quale si aprì un canale di comunicazione col Royal Star Destroyer sopra di loro.
“Doom, qui capitano Arwok: non c’è traccia dei passeggeri; ripeto: non c’è tracc- ma che diavol- argh! Mandate altre trup….argh…” Altre urla testimoniavano la battaglia: Paul e Rog erano ricomparsi, calandosi giù dallo sportello di sicurezza che Paul aveva fatto installare sul soffitto. “Non sei male come apprendista…” disse Paul, osservando i cadaveri dei piloti. Rog, compiaciuto, spense la spada laser. Paul lo osservò, e in uno scatto, Rog si trovò la spada laser ad un millimetro dalla faccia. Stava cercando di controllarsi, scandendo le parole, il sudore che gli colava dalla fronte “Regola-numero-uno: mai-abbassare-la-guardia-sotto-assedio!”
Paul scrutò poi il quadro comandi: il canale di comunicazione col ponte di comando della nave imperiale era ancora aperto. “Bene, Rog, preparati. Presto ci sarà da divertirsi. Placa la tua mente. Espandi il tuo odio. Forse Skywalker non ti addestrava nello stesso modo – disse prima che Rog lo interrompesse – ma ora sei mio allievo. Ricordatelo. Prendi blaster e spada laser.”
L’astronave cominciò a muoversi autonomamente, attratta dal raggio traente del Super Star Destroyer Doom. Paul aveva lasciato i comandi, mentre, con aria tesa, si preparava all’attracco nella Doom. Aveva l’impressione che, assieme alla Pride of The Sith, venisse attirata anche la nave imperiale che li attraccò prima. Rog guardava la Doom avvicinarsi sempre di più, poi guardò Paul stupito, come se lo credesse impazzito.
“Maestro, cosa sta succedendo?” chiese impaurito.
“E’ il procedimento di attracco di una nave. Ma questo non è importante, ora. La cosa più importante è che la tua rabbia sia forte in te. Rog, rispondimi sinceramente: stai controllando la tua paura, la tua rabbia?” disse Paul, noncurante, ma allo stesso tempo adirato; stava cercando di controllare vano la situazione, ed era una cosa che non riusciva a sopportare.
“No, maestro…” rispose Rog, fissando i suoi stivali. Paul lo guardò infuriato.
“RISPONDI SINCERAMENTE!!!!!!!!!” gridò Paul.
“Si, maestro!!!” urlò Rog, carico d’odio e furia; Paul lo fissò negli occhi, e riconobbe una grande rabbia repressa.
“Libera-la-tua-ira. Espandi il tuo odio. Bada, non te lo dirò più. E ora preparati, stiamo entrando nell’hangar.”
Il raggio traente che stava attirando la Pride of The Sith bloccò la nave dopo qualche minuto; erano all’interno di un grande e vuoto hangar, equipaggiato con solo l’indispensabile: i raggi traenti, qualche attracco per caccia; l’hangar, che doveva essere un hangar secondario, era difeso da artiglieria leggera, il che portava a pensare che era poco utilizzato, ma nonostante questo c’erano alcune navi in riparazione; il suolo era coperto di congegni per riparare e ricaricare le navi. Droidi di ogni tipo camminavano freneticamente sulla pista. Due stormtrooper erano appostati, come di guardia, ai lati dell’hangar. Tutti i corridoi che portavano all’hangar erano sorvegliati da droidi astromeccanici, probabilmente impostati sulla funzione di guardia. Il tutto era dominato da torrette, dalla quale ufficiali imperiali assistevano all’operazione. Una sirena cominciò a suonare, e centinaia di stormtrooper si riversarono nell’hangar. Erano tutti coi blaster in mano, pronti ad aprire il fuoco; ogni squadriglia era formata da circa dieci stormtrooper; ognuna di loro era comandata da un ufficiale. Gli stormtrooper, al segnale dei loro comandanti si disposero in ordinate file, attendendo l’arrivo degli artificieri imperiali. Il campo di forza che difendeva l’hangar venne riattivato. Paul e Rog osservavano silenziosi la scena dalla nave, senza fiatare. Paul premeva convulsamente la mano sulla spada laser, e non si rese conto che si era ferito con una delle taglienti celle d’energia dell’arma.
Gli artificieri disattivarono tutte le difese della nave; “Maledizione” imprecò Paul “Per rendere questa nave una fortezza ho pagato milioni di crediti…..e adesso, tutto distrutto da quattro artificieri….”. Gli artificieri entrarono nella nave, a passi cauti; “Siamo agenti ufficiali dell’Impero, abbassate le armi e arrendetevi!” La voce di quello che sembrava il comandante, era spezzata e impaurita; non era la prima volta che qualcuno veniva spaventato dall’ambiente oscuro della nave. Paul stava osservando la squadra muoversi cauti all’interno della nave; raccogliendo a sé tutta la concentrazione che poteva, cercò di attivare Lord Bane e R4 con la Forza. R4, cerca di riparare i deflettori con minima dispersione d’energia, e cerca di puntare l’artiglieria contro gli stormtrooper all’esterno; Bane, blocca il ponte della nave e cogli di sorpresa gli artificieri ordinò mentalmente ai due droidi. Dopo qualche minuto, si sentì il ponte chiudersi con uno scatto, un ronzio di spada laser e le urla della squadra degli artificieri. Ottimo, Bane riesce ancora a fare un lavoro rapido e brutale pensò tra sé e sé Guirk. Uscì dal nascondiglio, una piccola nichietta sotto il quadro comandi, e controllò la situazione: tutti i sistemi di comunicazione erano fuori uso, le difese anche; fortunatamente, il sistema ausiliario di difesa si stava ricaricando; R4 parve approfittare del momento per colpire gli stormtrooper. Al di fuori della nave si sentirono grida, scoppi e colpi di blaster, che si amplificavano e rimbombavano nel tetro hangar. Quando il fumo che si era levato dal campo di combattimento si fece meno denso, Paul vide uno spettacolo agghiacciante: corpi di stormtrooper giacevano a terra; i corpi di alcuni di loro bruciavano ancora. Vi erano corpi dappertutto, brandelli di armature; le pareti erano annerite da alcune esplosioni. Gli ufficiali che prima Paul aprì il ponte, accese la spada laser e si diresse fuori dalla nave, con Rog al seguito. “Accendi la tua spada laser, ne arriveranno altri…”. E così fu. Da tutte le entrate arrivarono altri stormtrooper, che avevano già cominciato a sparare; la sirena suonava più forte e i droidi di guardia vennero scaraventati violentemente mentre le truppe entravano nell’hangar: erano sempre di più. Darth Guirk e Rog si misero spalla contro spalla, al centro dell’hangar, vicino alla Pride of the Sith. Erano accerchiati. “Lanciati contro di loro, ma sta’ attento, mai perdere il controllo!!” urlò Paul a Rog, mentre si gettava nel mare di armature bianche che gli stava davanti. Era incredibile l’abilità di Paul nell’uso della spada laser: tra quei colpi di blaster, quelle grida e quelle figure si distingueva solo una lama porpora che affiorava ogni tanto, tranciando braccia, teste o si affondava nelle armature. Rog era confuso da tutto quel movimento: nonostante ce la mettesse tutta, aveva rischiato un paio di volte che uno stormtrooper lo prendesse alle spalle e gli sparasse. Paul sembrava comunque sicuro delle doti del ragazzo, il problema è che non le sapeva sfruttare bene.
Era ormai passata qualche ora quando Darth Guirk, Rog e Darth Bane (che si era lanciato a combattere al fianco del padrone e del giovane apprendista) si liberarono dell’ultimo stormtrooper, che si era gettato a terra goffamente, cercando di scappare da loro. Darth Guirk si divertì particolarmente a torturarlo, utilizzando la Forza.
L’hangar era silenzioso, incredibilmente silenzioso; l’atmosfera che si respirava era sicuramente tetra e oscura. Erano soli, in quell’hangar. Darth Bane era riuscito a disattivare la sirena, che stava suonando sempre più forte; gli ufficiali che fino a qualche ora prima osservavano gli artificieri imperiali intenti nello smembrare la Pride of the Sith erano scomparsi; anche le vetrate che proteggevano le torrette erano state distrutte.
“Rog, un bravo adepto della Forza sa usare la Forza, sa usare la spada laser…..e sa usare le armi. Prendi, ti servirà”. Paul lanciò a Rog un blaster preso dalla mano di uno stormtrooper morto. “Bane, tu cerca di riparare la nave…ordina a R4 di riparare gli scudi della nave, e cerca di rendere operativo il computer di bordo…randez-vous all’attracco 564…che la Forza sia con Te..” ordinò Paul al droide, che ossequioso si diresse alla nave, obbedendo al padrone. “No, Rog, non aiuteremo R4 e Bane….noi dobbiamo trovare un modo per….aspetta…nasconditi!” Ad un certo punto, due Dark Trooper fecero irruzione nell’hangar. Erano due cyborg, all’apparenza simili agli stormtrooper, ma molto più robusti, più equipaggiati, armati fino ai denti, e più letali. I due Dark Trooper entrarono nell’hangar volando grazie al jet-pack che avevano sulla schiena. Utilizzavano un vecchio linguaggio Aurek-Besh, che solo i droidi e alti ufficiali imperiali conoscevano. Rimasero a mezz’aria, con le armi imbracciate, a perlustrare l’hangar. Paul e Rog erano saliti nelle torrette, grazie alla Forza. I due Dark Trooper non sembravano essersi accorti dei due. Improvvisamente, i dark trooper si lanciarono in picchiata verso la Pride of The Sith, e cominciarono a far fuoco.
“Noo!! La Pride….no….brutti-bastardi!!!” urlò Paul, e si lanciò giù dalla torretta, verso i Dark Trooper che vennero colti di sorpresa. Paul era a pochi metri da uno dei due, accese la spada laser e gli tranciò la testa: la lama porpora si produsse in una serie di complicati movimenti che mozzò altri arti del Dark Trooper. I resti di quest’ ultimo caddero pesanti a terra, con un tonfo che risuonò all’interno dell’hangar. Il secondo Dark Trooper capì immediatamente cosa stava succedendo, e scese a terra, dov’era Paul, vicino ai cannoni laser della Pride of The Sith, abilmente camuffati da radar. Il Dark Trooper cominciò a lanciare colpi verso Paul, che si protesse con la spada laser; i colpi che il Dark Trooper continuava a sparare andarono a colpire la Pride of The Sith, o meglio, ciò che ne rimaneva, distrutta dai vari attacchi.
Paul, per evitare il Dark Trooper, cominciò a piroettare con la spada laser in mano, cercando di colpirlo; “R4, ci sei? Attiva i cannoni laser!!” urlò Paul mentre cercava di ripararsi dal Dark Trooper. Paul, per evitare i micidiali colpi del Trooper, fece un salto all’indietro, finendo dietro ad uno dei due cannoni laser della Pride of The Sith. Un droide astromeccanico rosso sbucò da un piccolo abitacolo vicino al cannone laser, e obbedendo a Darth Guirk, attivò i cannoni laser; i colpi disintegrarono il Dark Trooper, i cui resti, qualche minuto dopo, erano ancora fumanti. Paul spense la spada laser, si asciugò la fronte dal sudore col braccio e fulminò con lo sguardo Rog, rimasto attonito sulla torretta, a guardare il combattimento.
“Grazie per l’aiuto, moccioso!! Un apprendista deve imparare combattendo!! La Forza che è dentro di te deve servire!! Idiota!!” gridò Paul, distruggendo la torretta con la Forza. Rog cadde assieme alle macerie, ma si salvò. Tutte le macerie “Non mi serve un codardo….aiuta R4 e Bane a riparare la nave….che schifo...” disse Paul, avviandosi verso un portellone.
L’ambiente sterile e silenzioso dei corridoi della Doom accompagnò Paul fino all’entrata della plancia di comando del faro traente. Un gruppo di stormtrooper sorvegliava le entrate, mentre alcuni ufficiali imperiali controllavano le varie operazioni della nave. Paul accese la spada laser, e affondò silenziosamente la lama nelle armature dei due stormtrooper di guardia, che non si erano accorti del silenzioso intruso; grida soffocate dal casco da stormtrooper rimbombarono in quella sala della nave. Paul si chiese come avrebbe potuto uscire da quella nave. Prese da uno dei due cadaveri il codice per accedere alla plancia del faro traente. Paul spiccò un salto verso un piccolo pontile, vicino ad un robusto portellone, che a quanto pareva, racchiudeva le celle d’energia del faro traente; distrutte quelle, nulla avrebbe bloccato la nave. Inserì il codice in Aurek Besh nel portellone, che si aprì con tutta una serie di rumori metallici. La sala delle celle d’energia era abbagliante, un ambiente pulito, bianco. Ma nel mezzo della sala non c’erano le celle d’energia; ma c’era una cosa peggiore. IG-88, il droide killer, era davanti a lui, con blaster e detonatori termici in mano.
“Finalmente-ci-rincontriamo-Guirk.”disse la voce metallica e meccanica di IG-88. Tutta la linea IG aveva grossi problemi di comunicazione, e sicuramente a causa dei vari scontri cui aveva preso parte, il suo sistema di comunicazione era funzionante solo per metà.
Paul aveva già incontrato il droide, in uno squallido club dei bassifondi di Coruscant. Paul era stato ingaggiato dagli Hutt di Nal Hutta per uccidere Dokajr Gal’Iaq, un mercenario rodiano che aveva rubato molti affari proficui agli Hutt. Paul era restio a fare il sicario, ma se portava a dei buoni guadagni, per qualche tempo era disposto a lavorare come killer.
Per sicurezza, o per il sadico piacere di vedere chi l’avrebbe spuntata, gli Hutt ingaggiarono anche il droide IG-88; dal loro incontro in quel locale, cominciò una furiosa sfida per catturare Dokaj. Paul uccise Dokaj in un imboscata su Eriadu, dopo aver fatto disintegrare IG-88 da Lord Bane. Ma probabilmente qualcuno lo doveva aver riparato, memoria compresa.
“Qualunque cosa tu voglia dirmi, non ho tempo, IG, mi spiace!” urlò Paul; nello stesso istante IG cominciò a sparare coi blaster; Paul piroettò all’indietro, accese la spada laser e con la Forza, allontanò da lui IG. IG si rialzò rapidamente, e chiuse il portellone alle spalle di Guirk. Paul si lanciò contro il droide killer, cercando di disarmarlo, o mutilarlo.
“Stupido – droide!” gli urlò, mentre si riparava dalla raffica di colpi che partivano dal blaster di IG- 88. IG con un gesto fulmineo rubò la spada laser a Darth Guirk, e cominciò a farla roteare sopra la sua testa, attendendo di attaccare. Paul lo guardò, impietosito, alzò la mano e gli lanciò dei fulmini di Forza contro il droide, a cui prese un cortocircuito. La spada laser gli cadde a terra, Paul la richiamò a sé con la Forza. Dopo qualche minuto, in cui da ogni parte del corpo del droide uscivano scintille e strani suoni metallici, il sistema di alimentazione del droide killer parve ristabilirsi, che ricominciò ad attaccare Guirk. IG – 88 emise un suono roco e freddo, che doveva essere una risata, e disse “Ho – ancora – qualche – arma – interessante – per – eliminarti!!” e da una giuntura sotto la scheletrica mano, partì una gittata di rovente fuoco; Darth Guirk non si scompose, e si protesse con la Forza dalla fiamma, rimandandola al droide. IG lanciò un urlo inorridito mentre le avide fiamme gli corrodevano il corpo. Paul guardò i resti fusi del droide per terra, senza provare alcuna pena. Prese il blaster e colpì il quadro comandi del portellone, che si distrusse. Darth Guirk uscì cauto e tranquillo dalla sala, compiaciuto della sua totale invincibilità; spiccando un abile salto, si lanciò verso l’entrata della plancia. Era appena atterrato quando dall’entrata della plancia vide uscire Rog, con la spada laser accesa, che si difendeva da un mare di Stormtrooper che venivano contro di lui.
“Maestro, ho riempito il faro di cariche…ma salterà tutto!!” urlò Rog, mentre correva verso la Pride assieme a Darth Guirk. Paul fermò l’allievo, gli ordinò di accendere la spada laser, ed affrontarono lo sciame di stormtrooper che stavano aprendo il fuoco contro di loro. Darth Guirk li uccise facilmente, alcuni gettandoli dallo stretto pontile che collegava la plancia ai corridoi che portavano ai vari attracchi, altri smembrandoli con la spada laser; con alcuni si divertì, strozzandoli con la Forza. Rog aveva ormai preso dimestichezza con gli stormtrooper, sembrava avere la stessa quiete del maestro. Quando eliminarono tutti gli stormtrooper, Darth Guirk si rivolse a Rog.
“Lord Bane ed R4 hanno riparato la nave?” chiese Paul a Rog. Entrarono nell’Hangar, vuoto e tetro, alle calcagna altri stormtrooper; Paul e Rog ripeterono la stessa scena di prima.
“Si maestro, l’hanno riparata a dovere!! Tenga, è un detonatore termico, lo lanci sugli stormtrooper, sarebbe fastidioso lasciare cadaveri sparsi per i corridoi di questa nave!” rispose Rog; sia Paul che Rog lanciarono i detonatori termici sugli stormtrooper, e il boato e il fumo che ne seguirono dettero il tempo ai due di salire sulla Pride of The Sith indisturbati. “Senti Rog, so che non è il momento per le domande, ma perché non sei rimasto qui??” chiese Paul, dirigendosi verso il quadro comandi della Pride of The Sith.
“Maestro, ero convinto che avrei aiutato di più andando a disattivare il faro…” disse Rog, controllando i livelli dei deflettori.
“Disobbedire al proprio maestro è grave….ma visto il risultato, stavolta è stato necessario!” disse Paul, attivando i propulsori. “E ora preparati, ce ne andiamo di qui!” La nave si scrollò da terra, e, tra un mare di colpi di blaster incrociati, uscirono dall’hangar. Paul si preparò per il salto nell’iperspazio, e prima di compierlo, vide l’hangar scoppiare, e la Doom inabissarsi nello spazio profondo.
“Rog, comprendo che le tue capacità si stanno affinando, ma per il momento devi sottostare agli ordini che ti vengono imposti” disse Paul, mentre controllava che tutto nella nave fosse in ordine.
“Maestro, mi dispiace per ciò che ho fatto…ma sentivo di doverlo fare…io ho un conto in sospeso con l’Impero” rispose Rog, apparentemente dispiaciuto, ma sempre più convinto di ciò che aveva fatto.
“Cos-Uh? Oh…Fett!” Paul stava per rispondere stupefatto alla rivelazione di Rog, quando dal proiettore Holonet comparve una figura in armatura mandaloriana, armata fino ai denti.
“I 5 giorni sono scaduti, Guirk – il tuo fratellino caro sta per finire nei pozzi di Klatooine…” disse mellifluo Fett.
“Scusami se non ti ho avvisato, ma ero occupato a disintegrare un Royal Star Destroyer…” rispose secco Guirk, neanche guardando la figura bluastra, intento a riparare un Holocron ammaccato.
“La Doom?” chiese incuriosito Fett, per un momento colto alla sprovvista dalla rivelazione.
“Si, a quanto pare…” rispose noncurante Guirk, sicuro dell’impatto che la notizia avrebbe avuto su Fett.
“Hmm…dove ti trovi ora?”
“Me ne sono andato da Tatooine, se è questo che t’interessa…Ma dovrei essere vicino a Xagobah”
“Ci incontreremo lì…tra due giorni…non uno più, non uno meno…”
“Perché questo rapido cambio d’idea?”
“Non è il momento per le risposte. Tra due giorni lo saprai.” Fett scomparve dal lettore di ologrammi, lasciando dubbioso Darth Guirk.
“E ora? Cosa facciamo, Maestro?” chiese Rog, impaziente di nuova azione.
“Preparati: andremo su Xagobah.” Disse Guirk, asciutto, mentre cercava il suo blaster E-11. “Molto presto avremo una riunione di famiglia”. E la nave entrò nell’Iperspazio.
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